27/04/2012

Notizie sulle Emergenze Mediche 9 by Xagena

Tromboembolia venosa: il Warfarin è il nuovo standard

Lo studio PREVENT ( Prevention of Recurrent Venous Thromboembolism ) ha arruolato 750 pazienti, d’età uguale o superiore a 30 anni, con trombosi venosa profonda idiopatica o embolia polmonare entro i precedenti 2 anni, e che assumevano da almeno 3 mesi, in modo continuativo, l’anticoagulante Warfarin a dosaggio pieno.Lo studio ha preso avvio nel 1998 ed avrebbe dovuto termin [...]

Leggi articolo completo

Itcus ischemico acuto: terapia trombolitica

Il beneficio del trattamento dell’ictus ischemico acuto con un farmaco trombolitico entro 3 ore dall’insorgenza dei sintomi interessa solo un piccolo numero di pazienti , ed il beneficio che ne deriva è modesto.Inoltre il trattamento può essere associato ad un aumento del rischio di emorragia intracranica , grave o fatale.I dati mostrano che la terapia con t-PA [...]

Leggi articolo completo

Studio OPTIME-CHF : il Milrinone e.v. non risulta efficace come terapia addizionale nei pazienti con esacerbazione acuta di insufficienza cardiaca

Sebbene la terapia con farmaci ad attività isotropa per via endovenosa produca benefici effetti emodinamici, non è ben noto l’outcome ( esito ) clinico nel medio termine. L’obiettivo dello studio OPTIME – CHF ( Outcomes of a Prospective Trial of Intravenous Milrinone for Exacerbations of Chronic Heart Failure ) è stato quello di verificare se l’aggiunta alla terapia standard [...]

Leggi articolo completo

Controversie sulle conclusioni di uno studio che ha valutato la sicurezza e l’efficacia del trombolitico Alteplase nel trattamento in acuto dell’ictus ischemico

Il NINDS ( National Institute of Neurological Diseases and Stroke ) ha dato incarico ad un Comitato indipendente di rianalizzare i dati dello studio “ Tissue Plasminogen Activator for Acute Ischemic Stroke “ , pubblicato nel dicembre 1995 sul The New England Journal of Medicine. Lo studio rappresentò una pietra miliare nel trattamento acuto dell’ictus ischemico. I risu [...]

Leggi articolo completo

Strategia diagnostica nei pazienti con sospetta embolia polmonare

Lo scopo dello studio è stato quello di valutare la sicurezza dell’attesa prima della somministrazione di un trattamento anticoaogulante nei pazienti con bassa o intermedia probabilità clinica di embolia polmonare e risultati negativi alla tomografia computerizzata a spirale e all’ultrasonografia. Hanno partecipato allo studio 1.041 pazienti consecutivi. Tutti i pazienti sono [...]

Leggi articolo completo

Fibrillazione atriale : il controllo della frequenza cardiaca da preferire al controllo del ritmo

Lo Studio AFFIRM ( Atrial Fibrillation Follow-up Investigation of Rhythm Management ) , pubblicato il 5 di dicembre sul prestigioso The New England Journal of Medicine , ha dimostrato che nei pazienti con fibrillazione atriale l’impiego dei farmaci antiaritmici non presenta vantaggi rispetto ai farmaci che controllano la frequenza cardiaca.Lo studio AFFIRM è stato sponsorizzat [...]

Leggi articolo completo

01/03/2012

Notizie su Emergenze Mediche by Xagena - 3

Prevalenza della fibrillazione atriale e profilassi antitrombotica nei pazienti che giungono al Dipartimento d’Emergenza

La fibrillazione atriale è una patologia di comune riscontro nella Medicina d’Urgenza. Lo studio ha valutato l’incidenza di fibrillazione atriale in una popolazione afferente al Dipartimento d’Emergenza e l’impiego antitrombotico nei pazienti con fibrillazione atriale recidivante. Sono stati identificati 866 pazienti con fibrillazione atriale documentata all’ECG su 78.7 [...]

Leggi articolo completo

Rapida misurazione dei livelli del peptide natriuretico di tipo B nella diagnosi d’emergenza dell’insufficienza cardiaca

Il peptide natriuretico di tipo B è rilasciato dai ventricoli cardiaci in risposta ad un’aumentata tensione di parete. E’ stato condotto uno studio prospettico su 1.586 pazienti giunti al Dipartimento di Emergenza con dispnea acuta. A questi pazienti sono stati misurati i livelli del peptide natriuretico di tipo B. La diagnosi clinica di insufficienza cardiaca congestizia è s [...]

Leggi articolo completo

Test sotto sforzo per valutare i pazienti con dolore toracico a basso rischio che si presentano al Dipartimento d’Emergenza

Lo scopo dello studio è stato quello di determinare la sicurezza e l’accuratezza del test sotto sforzo eseguito precocemente su pazienti con dolore toracico di probabile natura cardiaca, a basso rischio, giunti al Dipartimento di Emergenza. Il test sotto sforzo è stato eseguito su 1.000 pazienti (520 uomini; 480 donne, età media 31-82 anni) ed è risultato positivo per l’ischemi [...]

Leggi articolo completo

18/02/2012

Medicina News

Il Valsartan riduce il rischio di insufficienza cardiaca congestizia nei pazienti diabetici ipertesi rispetto ad amlodipina, ma non il composito di eventi cardiovascolari

Lo studio NAGOYA HEART ha mostrato che il Valsartan ( Diovan, Tareg ), un antagonista del recettore dell'angiotensina II ( sartano ), ha un effetto di riduzione della pressione sanguigna paragonabile a quello del calcioantagonista Amlodipina ( Norvasc ) nei pazienti giapponesi con ipertensione e diabete mellito o ridotta tolleranza al glucosio.Non sono state osservate differen [...]
Leggi articolo completo

I farmaci antinfiammatori non-steroidei, compresi gli inibitori Cox-2, associati a rischio cardiovascolare

I comuni antidolorifici ad azione anche antinfiammatoria ( FANS ) possono aumentare il rischio di malattia cardiaca, secondo uno studio appena pubblicato.E’ stata compiuta un'analisi di tutti gli studi controllati randomizzati che hanno messo a confronto qualsiasi tipo di FANS con altri FANS o con placebo.Sono stati inclusi 31 studi per un totale di 116.429 pazient [...]
Leggi articolo completo

Maggiore efficacia della tripla terapia nei pazienti con epatite C genotipo 1

La tripla terapia a base di Boceprevir ( Victrelis ), PegInterferone alfa-2b ( PegIntron ) e Ribavirina ( Rebetol ), è in grado di eliminare il virus dell'epatite C ( HCV ) in modo più efficace rispetto al regime attuale di due farmaci.I risultati dello studio sono pubblicati sul The New England Journal of Medicine ( NEJM ).Almeno 3.2 milioni di americani s [...]

Leggi articolo completo

03/02/2012

Cardiologia News - Parte 2

Aliskiren: Novartis ha interrotto lo studio ALTITUDE

Novartis ha terminato lo studio randomizzato ALTITUDE in risposta ad un aumento degli eventi avversi tra i pazienti ad alto rischio che stavano assumendo Aliskiren ( Stati Uniti: Tekturna; Italia: Rasilez ), un inibitore diretto della renina, come terapia aggiuntiva ai farmaci convenzionali per l’ipertensione, tra cui gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina ( Ace [...]
Leggi articolo completo

28/12/2011

Novità nella prevenzione della trombosi

Xarelto approvato nell'Unione Europea per il trattamento del rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale e della trombosi venosa profonda

La Commissione Europea ha approvato Xarelto ( Rivaroxaban ), un inibitore orale diretto del fattore Xa, per l'utilizzo in due nuove indicazioni:• trattamento del rischio di ictus e dell’embolia sistemica in pazienti adulti con fibrillazione atriale non-valvolare con uno o più fattori di rischio trombotico;• trattamento della trombosi venosa p [...]
Leggi articolo completo

17/11/2011

Infarto Miocardico by Xagena

Predizione di gravi eventi aritmici nei pazienti con funzione ventricolare sinistra depressa dopo infarto miocardico acuto

Ricercatori dello studio CARISMA ( Cardiac Arrhythmias and Risk Stratification after Acute Myocardial Infarction ) hanno esaminato la capacità dei test di stratificazione del rischio di predire gravi eventi aritmici dopo infarto miocardico acuto ( IMA ) nei pazienti con ridotta frazione di eiezione ventricolare sinistra ( FEVS minore o uguale a 40% ).Uno screening su 5.869 pazie [...]

Leggi articolo completo

L’albuminuria è un predittore indipendente di mortalità dopo infarto miocardico acuto

Un aumento dell’albuminuria si presenta nei primi giorni dopo infarto miocardico acuto.Uno studio, che ha coinvolto 1.211 pazienti consecutivi, ricoverati per infarto miocardico acuto ( IMA ), ha esaminato la relazione esistente tra l’albuminuria e la mortalità a 30 giorni.La popolazione è stata classificata in 3 gruppi in base ai livelli di albuminuria ( <20 [...]

Leggi articolo completo

La dimensione atriale sinistra al basale è un predittore indipendente di mortalità o di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca dopo infarto miocardico complicato

È stata valutata la relazione tra dimensione atriale sinistra e outcome ( esito ) dopo infarto miocardico ad alto rischio.Lo studio VALIANT Echocardiography ha arruolato in modo prospettico 610 pazienti con disfunzione ventricolare sinistra, scompenso cardiaco, o entrambi, dopo un infarto miocardico.Il volume atriale sinistro indicizzato per l’area della superficie [...]

Leggi articolo completo

Precoce scompenso cardiaco dopo IMA: gli elevati livelli di eritropoietina al basale predicono l’aumento della mortalità

Nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica, i livelli di eritropoietina risultano aumentati e correlati a una prognosi non-favorevole.Inoltre, i livelli di eritropoietina in questi pazienti mostrano una debole correlazione con i livelli di emoglobina.È stata compiuta un’analisi retrospettiva di un sottogruppo dello studio OPTIMAAL ( Optimal Trial in Myocardial Infar [...]

Leggi articolo completo

La maggior parte dei pazienti con insorgenza notturna dell’infarto miocardico soffrono di apnea ostruttiva del sonno

L’apnea ostruttiva nel sonno ha un’alta prevalenza ed è caratterizzata da anormalità emodinamiche e neurormonali notturne, che possono aumentare il rischio di infarto miocardico durante la notte.Uno studio, coordinato da Ricercatori della Mayo Clinic a Rochester negli Stati Uniti, ha valutato la variazione notte-giorno dell’infarto miocardico acuto nei pazienti con apnea [...]

Leggi articolo completo

Bassi livelli di 25-Idrossivitamina D sono associati a rischio di infarto miocardico negli uomini

La deficienza di vitamina D può essere coinvolta nello sviluppo di aterosclerosi e di malattia coronarica negli esseri umani.Ricercatori dell’Haverd School of Public Heath a Boston negli Stati Uniti, hanno valutato in modo prospettico se le concentrazioni plasmatiche di 25-Idrossivitamina D [ 25(OH)D ] fossero associate al rischio di malattia coronarica.Uno studio [...]

Leggi articolo completo

24/10/2011

Notizie sullo Scompenso cardiaco.

Terapia di resincronizzazione cardiaca: la durata del QRS al basale non predice la risposta clinica ed ecocardiografica

Nonostante, gli attuali criteri di selezione, il 20-30% dei pazienti sottoposti a terapia di resincronizzazione cardiaca ( CRT ), non presenta benefici.E’ stato ipotizzato che la durata del QRS può non essere l’ottimale criterio per selezionare pazienti per la terapia di resincronizzazione cardiaca.L’obiettivo dello studio, condotto da Ricercatori della Leiden Univer [...]

Leggi articolo completo

Scompenso cardiaco: i bassi valori di potassiemia associati ad un'aumentata mortalità

L'omeostasi del potassio è essenziale per una normale funzione miocardica, e bassi livelli di potassiemia possono causare aritmie fatali.Tuttavia, l'associazione tra bassi livelli di potassio e la mortalità nel lungo periodo sullo scompenso cardiaco non è ben definita.Ricercatori dell'University of Alabama a Birmingham negli Stati Uniti, hanno coordinato uno studio che ha rigu [...]

Leggi articolo completo

L’anemia è un fattore di rischio per il declino della funzione renale nei pazienti con insufficienza cardiaca

La malattia renale cronica, l’anemia e la funzione renale declinante sono noti per essere fattori di rischio di outcome ( esito ) avverso nei pazienti con isufficienza cardiaca. Ricercatori del Tufts-New England Medical Center a Boston negli Stati Uniti, hanno valutato se l’anemia fosse un fattore di rischio per il declino dell [...]

Leggi articolo completo

L’ipotermia sembra essere un forte predittore di mortalità nei pazienti con insufficienza cardiaca

Uno studio coordinato da Ricercatori dell’University of Texas Southwestern Medical School ha verficato se la bassa temperatura corporea fosse in grado di predire la sopravvivenza nel breve periodo dopo dimissione dei pazienti ospedalizzati per insufficienza cardiaca. Hanno preso parte allo studio ACTIV in CHF ( Acute and Chronic Thera [...]

Leggi articolo completo

La deficienza di ferro, comune causa di anemia nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica

Uno studio coordinato da Ricercatori dell’Università di Atene, in Grecia, ha valutato in modo prospettico la causa dell’anemia nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia in fase avanzata. L’anemia è comune nei pazienti con scompenso cardiaco avanzato e la sua eziologia è considerata multifattoriale. Lo studi [...]

Leggi articolo completo

Scompenso cardaco acuto: prognosi non favorevole per i pazienti con bassi valori di pressione sistolica

E’ stata valutata la relazione tra pressione sistolica al momento del ricovero ospedaliero, il profilo clinico e gli outcome ( esiti ) nei pazienti ospedalizzati per scompenso cardiaco acuto. Sono stati utilizzati i dati del registro OPTIMIZE-HF ( Organized Program to Initiate Lifesaving Treatment in Hospitalized Patients with He [...]

Leggi articolo completo

09/10/2011

Notizie sull'Infarto

Studio REFINE: valutazione non-invasiva del rischio precoce dopo infarto miocardico

L’obiettivo dello studio REFINE è stato quello di determinare se la valutazione combinata del tono autonomico più il subastrato elettrico cardiaco permetta di identificare la maggior parte dei pazienti a rischio di gravi eventi dopo infarto miocardico, e di confrontare la valutazione a 2-4 settimane con quella a 10-14 settimane dopo infarto miocardico.Allo studio hanno preso [...] 

Leggi articolo completo

La sensibilità barocettiva è in grado di predire la mortalità cardiovascolare nel lungo periodo dopo infarto miocardico nei pazienti con funzione ventricolare sinistra preservata

Uno studio ha valutato il potere predittivo nel lungo periodo della sensibilità barocettiva ( BRS ) depressa tra i pazienti, colpiti da infarto miocardico, con funzione ventricolare sinistra preservata.La stratificazione del rischio dopo infarto miocardico consiste principalmente nell’identificazione dei pazienti con frazione d’eiezione ventricolare sinistra ( FEVS ) depr [...] 

Leggi articolo completo

Infarto STEMI: il ritardo nella terapia di riperfusione è associato ad una più alta mortalità a 6 mesi

Il ritardo nel trattamento può comportare differenti outcome ( esiti ) clinici nei pazienti con infarto STEMI ( infarto miocardico con sopraslivellamento ST ), che ricevono terapia fibrinolitica versus intervento coronarico percutaneo ( PCI ).E’ stata compiuta un’analisi con l’obiettivo di esaminare come il ritardo nel trattamento si correlasse alla mortalità a 6 mesi nei [...] 

Leggi articolo completo

Ischemia silente dopo infarto miocardico: l’intervento PCI riduce il rischio di eventi cardiaci maggiori nel lungo periodo rispetto alla terapia farmacologica

L’effetto dell’intervento coronarico percutaneo ( PCI ) sulla prognosi nel lungo periodo dei pazienti con ischemia silente dopo infarto miocardico, è sconosciuto. L’obiettivo dello studio SWISS II ( Swiss Interventional Study on Silent Ischemia Tipe II ) è stato quello di determinare se l’intervento PCI fosse in grado di [...] 

Leggi articolo completo

Rischio di infarto miocardico nei pazienti con precedente infarto miocardico che assumono antinfiammatori anti-Cox2

Gli inibitori selettivi della cicloossigenasi sono risultati associati ad eventi avversi cardiovascolari.Sono scarsi i dati sulla cardiotossicità di questi farmaci antinfiammatori nei pazienti con precedente infarto miocardico. Ricercatori della McGill University a Montreal, in Canada, hanno compiuto uno studio con l’obiet [...] 

Leggi articolo completo

06/10/2011

Notizie sulla Fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è associata ad più ridotta performance cognitiva

E’ stata esaminata l’associazione tra fibrillazione atriale e performance cognitiva in soggetti con fattori di rischio vascolari. L’analisi primaria ha riguardato 1011 uomini, partecipanti al Framingham Offspring Study, di età media 61 anni, affetti da ictus e demenza. Dopo aggiustamento per età, educazione, fat [...]

Leggi articolo completo

Fibrillazione atriale persistente: il ripristino ed il mantenimento del ritmo sinusale associati a miglioramenti della qualità di vita della performance fisica

Uno studio ha valutato la qualità della vita e la performance fisica nei pazienti con fibrillazione atriale persistente, convertiti a ritmo sinusale rispetto ai pazienti rimasti in fibrillazione atriale. I pazienti con fibrillazione atriale persistente sono stati assegnati in modo casuale ad Amiodarone ( Cordarone ), Sotalolo ( So [...]

Leggi articolo completo

Incidenza della fibrillazione atriale nella Contea di Olmsted nel periodo 1980-2000

Esistono dati limitati sul trend di incidenza della fibrillazione atriale. Ricercatori della Mayo Clinic a Rochester negli Stati Uniti hanno valutato il trend di incidenza della fibrillazione atriale per il periodo 1980-2000, ed hanno redatto proiezioni fino al 2050. Sono stati identificati gli adulti residenti nell’O [...]

Leggi articolo completo

Il sovrappeso e l’obesità sono fattori di rischio per la fibrillazione e per il flutter atriale

Uno studio coordinato da Ricercatori del Dipartimento di Cardiologia dell’Aarhus University Hospital in Danimarca, ha esaminato l’associazione tra l’indice di massa corporea ( BMI ) ed il rischio di diagnosi ospedaliera di fibrillazione atriale o flutter atriale.Lo studio è stato condotto tra il dicembre 1993 ed il dicembr [...]

Leggi articolo completo

Relazione tra frequenza ventricolare a riposo iniziale e capacità di raggiungere e mantenere il ritmo sinusale nei pazienti con fibrillazione atriale

E’ stata valutata la relazione tra frequenza ventricolare iniziale a riposo ( IVRV ) durante fibrillazione atriale ed il successivo raggiungimento del controllo della frequenza e del controllo del ritmo nello studio AFFIRM.La frequenza ventricolare iniziale a riposo è stata analizzata in 4.059 pazienti ed è risultata più elevata nel [...]

Leggi articolo completo

Nei pazienti con fibrillazione atriale persistente o resistente, il controllo della frequenza ventricolare è una strategia terapeutica appropriata

I due principali approcci nella gestione dei pazienti con fibrillazione atriale sono:- controllo del ritmo, cioè ripristino del ritmo sinusale e suo mantenimento;- controllo della frequenza, cioè controllo della frequenza ventricolare con farmaci che bloccano il nodo atrio-ventricolare ( AV ).E’ stata compiuta una met [...]

Leggi articolo completo

29/09/2011

Notizie sull'Angina Pectoris.

Studio RITA 3: benefici della strategia interventistica rispetto alla strategia conservativa nei pazienti con sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento ST

L’outcome ( esito ) nel lungo periodo di una strategia interventistica nei pazienti con sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento non è noto.I Ricercatori dello studio RITA 3 hanno valutato se una strategia interventistica ( angiografia di routine seguita da rivascolarizzazione ) fosse da preferire ad una terapia conser [...]

 

Leggi articolo completo

 

L’infezione subclinica del tratto urinario è comune nei pazienti con sindrome coronarica acuta

L’infiammazione è risultata associata allo sviluppo di malattia aterosclerotica.Le infezioni subcliniche, che possono contribuire all’infiammazione sistemica, possono scatenare la sindrome coronarica acuta.Ricercatori dell’University of Texas Southwestern Medical Center a Dallas hanno valutato la prevalenza di infezioni del tr [...]

Leggi articolo completo

 

Molti anziani con sindrome coronarica acuta non ricevono terapie basate sull’evidenza

Le terapie cardiologiche basate sull’evidenza sono sottoutilizzate nei pazienti anziani.Sono stati studiati 24.165 pazienti con sindrome coronarica acuta, in 102 ospedali ed in 14 Paesi.Nei pazienti anziani, di età uguale o superiore ai 65 anni, era comune una storia di angina, il TIA/ictus, l’infarto miocardico, l’insuffi [...]

Leggi articolo completo

Pazienti con sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento ST: la strategia d’intervento invasivo precoce ancora poco utilizzata

Le lineeguida dell’American College of Cardiology / American Heart Association ( ACC/AHA ) riguardo al management delle sindromi coronariche acute senza sopraslivellamento ST ( NSTE ACS ) raccomandano l’intervento invasivo precoce per i pazienti ad alto rischio.L’obiettivo dei Ricercatori dello studio CRUSADE è stato quello di det [...]

Leggi articolo completo